16 dicembre 2016

Solo petrolio o anche auto elettrica? Elon Musk diventa consigliere di Trump

Il fondatore e amministratore delegato di Tesla entra nel Forum che dovrà suggerire al neopresidente le mosse di politica economica. Vediamo quali scenari si aprono per le rinnovabili con il disgelo tra il magnate repubblicano e il colosso della mobilità a zero emissioni.

Sembra difficile da credere, ma alla corte di Donald Trump ci sarà anche il paladino dell’auto elettrica, Elon Musk.

Il fondatore e amministratore delegato di Tesla, infatti, è stato scelto dal neopresidente repubblicano per diventare consulente della nuova amministrazione nell’ambito dello Strategic and Policy Forum, che dovrà suggerire a Trump gli indirizzi di politica economica e del lavoro.

Le posizioni di partenza tra i due non potrebbero essere più diverse: Trump fin dalla campagna elettorale ha criticato la scienza del cambiamento climatico e sta creando una squadra di governo orientata alle fonti fossili (vedi QualEnergia.it), mentre Musk è un sostenitore della green economy “alla portata di tutti” ed è convinto che sia necessario sostituire i carburanti tradizionali con tecnologie a emissioni zero.

Musk nei mesi passati ha evitato di esporsi troppo a favore o contro i due candidati alla Casa Bianca, ma in un’intervista dello scorso novembre alla CNBC ha dichiarato che Trump non era la persona giusta per guidare il paese. A cosa si deve questo “disgelo” tra il magnate repubblicano e l’industria hi-tech della Silicon Valley?

Del Forum strategico fanno parte, per il momento, 19 leader di vari settori industriali-finanziari tra cui General Motors, JPMorgan Chase, Walt Disney e Wal-Mart. Nel gruppo c’è anche Travis Kalanick, fondatore e amministratore delegato di Uber, l’azienda con sede a San Francisco che, in pochi anni, è cresciuta da start-up a colosso dei trasporti smart gestiti da un’applicazione mobile.

L’impressione è che il pragmatismo abbia prevalso sulla reciproca diffidenza: l’America, ha detto Trump presentando il gruppo di consiglieri, «ha le compagnie più innovative e dinamiche del mondo e gli amministratori delegati che si uniscono al Forum sono in cima ai rispettivi campi». La domanda allora è cosa potrà consigliare il pioniere dell’auto elettrica al tycoon amico dei petrolieri.

Va detto che lo scopo del Forum è occuparsi di scelte economiche, quindi è abbastanza improbabile che le discussioni verteranno nello specifico sui cambiamenti climatici e sulle politiche energetico-ambientali.

Ecco qualche tema su cui Musk potrebbe esercitare la sua influenza:

  • Mantenere gli incentivi federali per le rinnovabili, ITC e PTC (Investment Tax Credit-Production Tax Credit) destinati rispettivamente al solare e all’eolico. Ricordiamo che il Congresso, lo scorso dicembre, con voto bipartisan ha fatto passare una legge che estende gli sgravi fiscali fino al 2020, quindi sarebbe difficile eliminarli prima della scadenza, anche se i repubblicani potrebbero ridurli attraverso un nuovo piano generale sulla tassazione. Inoltre Musk è direttamente interessato a tali incentivi, dopo l’acquisizione di SolarCity e la sua idea d’integrare la mobilità elettrica con la produzione e l’accumulo di energia solare.
  • Supportare le norme che portano a una maggiore efficienza dei veicoli, in particolare il programma californiano ZEV, Zero Emission Vehicle, basato sullo scambio di crediti tra le case automobilistiche. In pratica, ogni marchio deve immettere sul mercato un certo numero di vetture ecologiche (elettriche, ibride, a idrogeno, ecc.) in proporzione alle vendite complessive. Chi non riesce a rispettare la sua quota, può acquistare crediti dalle altre case.
  • Convincere Trump a estendere lo sgravio fiscale di 7.500 dollari per l’acquisto di auto elettriche, il cui limite al momento è fissato a 200.000 unità vendute da ogni costruttore (ecco perché molte persone che hanno preordinato la Tesla Model 3 non potranno ottenere questo beneficio).
  • Continuare a finanziare le attività di ricerca e sviluppo del DOE (Department of Energy), soprattutto nel campo delle batterie ricaricabili al litio.

Fonte: Qualenergia.it