23 gennaio 2015

Ocean Spiral, la città sottomarina autosufficiente

Una città sottomarina autosufficiente dal punto di vista energetico grazie ai moti delle correnti, alle pressioni e alle differenti temperature dell’acqua. Non è lo sfondo di un’avventura à la Jules Verne, né uno scenario fantascientifico, ma il progetto Ocean Spiraldella Shimizu Corporation, società giapponese con 200 anni di storia.

NELLE PROFONDITA’ MARINE

L’ambizioso piano prevede la costruzione di una enorme cupola galleggiante grande 500 metri in grado di ritirarsi sotto la superficie in caso di maltempo, con una struttura a spirale sottostante lunga 15 chilometri da utilizzare sia come collegamento tra le profondità marine, che come area di sviluppo per le risorse.

Ogni sfera può accogliere fino a 5mila persone al suo interno, con tanto di hotel, complessi residenziali e commerciali, posizionandole in cima alle spirali.

 

AUTOSUFFICIENZA ENERGETICA

La nuova Atlantide, come l’hanno ribattezzata in molti, è stata progettata anche per resistere in caso di fenomeni naturali come terremoti, molto frequenti in Giappone. Infatti gli esperti di Shimizu hanno spiegato che grazie a particolari micro organismi chiamati metanogeni si può convertire in metano il diossido di carbonio catturato in superficie e generare energia sfruttando la differenza di temperatura e pressione con il fondale marino. Inoltre, in caso di eventi naturali pericolosi le strutture possono sommergersi sott’acqua o essere esposte parzialmente oltre la superficie.

Ogni spirale costerebbe 25 miliardi di dollari e, se i lavori iniziassero presto, la prima potrebbe essere pronta entro il 2030. Un costo elevato, ma che potrebbe dare il via ad una nuovo modo di “vivere il mondo”, sfruttando l’immenso potenziale della superficie marina che copre circa il 71% di quella terrestre.