25 febbraio 2014

Il Regno Unito e le rinnovabili dal basso

Il governo britannico punta a stimolare lo sviluppo delle rinnovabili dal basso. Da qui al 2020, stima il Department of Energy and Climate Change (DECC), dai progetti a partecipazione comunitaria possono venire fino a 3 GW di potenza tra eolico, fotovoltaico e idroelettrico, cioè fino al 14% della potenza installata da queste fonti e fino all’1,4% della domanda elettrica britannica: abbastanza energia da soddisfare i bisogni di circa un milione di case inglesi. Londra, conscia dei vantaggi economici e sociali impliciti, vuole fare in modo che ciò accada e per questo ieri ha lanciato la sua strategia per incentivare i progetti di energia pulita delle comunità locali.
Un pacchetto di misure che mette sul tavolo fondi e strumenti per rendere più facile ai cittadini organizzati collettivamente di produrre o risparmiare l’energia che usano. Nel piano c’è un fondo da 10 milioni di sterline per far partire iniziative comunitarie di produzione energetica, che va ad aggiungersi a un altro fondo analogo da 15 milioni, operativo da giugno scorso e riservato alle comunità rurali. C’è poi un ufficio “one stop shop” che darà consulenza nella pianificazione e nella realizzazione dei progetti. Si istituisce una competizione con 100mila sterline di premio per la comunità che riesce ad ottenere il maggior risparmio energetico e si stanzia un altro milione di sterline per finanziare il Big Energy Saving Network, un vero e proprio programma porta a porta rivolto alle famiglie più povere per aiutarle a risparmiare sulla bolletta con interventi di efficientamento energetico.

Fonte completa: QualEnergia.it