26 novembre 2015

Efficienza energetica a misura di quartiere, il “concerto” di Alessandria

“Concerto” è il nome di un’iniziativa promossa dalla Commissione Europea con lo scopo di affrontare, a scala di quartiere urbano, la sfida della sostenibilità

nello sfruttamento delle risorse energetiche. 58 comunità sono coinvolte in 22 progetti considerati esemplari per l’elevato livello di autonomia energetica garantita a comparti urbani con differenti destinazioni d’uso e funzioni.

Il nome “Concerto” evoca da subito il tema più importante affrontato: la messa a regia di numerosi attori sociali per perseguire obiettivi ambiziosi all’interno di processi di trasformazione urbana. Per tutti i 22 progetti la finalità è dimostrare i vantaggi ambientali, economici e sociali dell’integrazione di tecnologie per l’Efficienza Energetica (EE) unitamente alle Fonti di Energia Rinnovabili (FER), attraverso una gestione sostenibile dell’energia. Ogni progetto Concerto ha affrontato la complessità intrinseca ai processi di trasformazione e rigenerazione urbana, grazie alla messa a regia di molteplici competenze appartenenti al mondo della Pubblica Amministrazione, degli Investitori privati e della Ricerca.

L’esperienza di Concerto può essere vista come un “laboratorio” in cui sono state sperimentate le “tattiche” applicabili per raggiungere l’obiettivo della sostenibilità energetica. I progetti, seppur su ampi settori urbani, trovano il loro maggiore significato nella possibilità di essere ampliati e replicati in modo strategico nelle città.

Per Alessandria l’essere stata protagonista di un Progetto Concerto ha significato comprendere l’importanza della pianificazione strategica dell’uso delle risorse energetiche a scala urbana, mettendo in campo nuove partnership tra soggetti pubblici e privati e un nuovo know-how arricchito dal confronto con altre realtà europee e dal supporto del mondo della Ricerca.

L’esperienza, infatti, è stata il punto di partenza di un percorso che ha portato poi all’adesione del Patto dei Sindaci, un’iniziativa della Comunità Europea che coinvolge le città nello sviluppo di Strategic Energy Action plans, piani urbani di gestione dell’energia, per raggiungere l’obiettivo della diminuzione del 20% delle emissioni di CO2 entro il 2020.

La “tattica”

In Concerto AL Piano, il cui nome richiama le forti valenze urbanistiche del progetto, l’approccio olistico proprio dei progetti Concerto è risultato ulteriormente amplificato dal fatto che l’area coinvolta necessitava un intervento di rigenerazione a tutto campo ed era già sottoposta a un programma di interventi previsti dal Contratto di Quartiere, finanziato dalla Regione Piemonte.

Il Progetto europeo Concerto ha permesso alle istituzioni locali di rendere più ambizioso il progetto di rigenerazione urbana grazie alla possibilità di avvalersi delle esperienze e delle competenze dei partner europei coinvolti, al confronto con le altre comunità europee coinvolte nel network dei progetti denominati “Concerto” e agli ulteriori incentivi per la sostenibilità energetica a scala di quartiere e di edificio, basata sullo sfruttamento di fonti rinnovabili.

L’esemplarità del tessuto urbano da riqualificare, tipico delle periferie italiane ed europee, ha comportato per Concerto AL Piano la ricerca e lo sviluppo di un approccio progettuale pianificato e condiviso, rappresentativo di un metodo riproducibile in ogni programma di rigenerazione urbana.

I quattro punti, attraverso cui sono stati raggiunti gli obiettivi progettuali, si fondano sulla condivisione delle scelte, sulla sostenibilità degli interventi e sui sistemi di verifica dei risultati:

  • progettazione partecipata con le istituzioni, le imprese, gli abitanti, privilegiando l’individuazione di obiettivi condivisi e la comunicazione dei risultati raggiunti;
  • applicazione, in fase progettuale, di metodi di valutazione della sostenibilità energetico ambientale, al fine di controllare e simulare, con un processo iterativo, i risultati delle scelte di progetto effettuate;
  • ricorso a sistemi tecnologici integrati e tipologie architettoniche efficienti e non comuni, a garanzia di risultati eccellenti in termini di sostenibilità energetica e di comfort abitativo;
  • verifica e monitoraggio dei risultati in termini di sostenibilità energetica, di efficienza tecnologica, comfort abitativo e qualità socio-economica, a scala urbana, a scala di quartiere e a scala di edificio.

Gli obiettivi di sostenibilità energetica di Concerto AL Piano sono stati interpretati sin da subito come traino per il miglioramento della qualità globale del costruito. L’area di Concerto-AL-Piano è uno dei tanti vuoti presenti nella periferia urbana, un interstizio tra lottizzazioni di edilizia sociale, costruiti senza alcuna integrazione con l’esistente. Da una rapida lettura del territorio emergono le cesure che compromettono il tessuto urbano, i vuoti che ne caratterizzano la discontinuità e le antiche matrici territoriali (dalle cascine alle fortificazioni urbane) ancora visibili, ma negate dalle lottizzazioni del secondo dopoguerra.

Il progetto proposto ha voluto dimostrare la possibilità di intervenire in contesti urbani frammentati e degradati con una corretta integrazione tra riqualificazione dell’esistente, edificazione di nuove residenze e servizi e dotazione di infrastrutture per lo sfruttamento delle fonti energetiche rinnovabili, rigenerando il tessuto urbano. Sono infatti state attuate tre linee d’intervento:

  • NEW – Costruzione di nuovi eco-building residenziali, di una piscina pubblica e di una rete di tele-riscaldamento di quartiere, alimentata da una centrale a cogenerazione;
  • RE-NEW – Riqualificazione di un complesso edilizio residenziale sociale con 300 abitazioni di proprietà dell’Agenzia Territoriale per la Casa della Provincia di Alessandria (ATC);
  • RETROFIT – Promozione di interventi di riqualificazione energetica di edifici sparsi nell’area dell’intero quartiere, oltre al perimetro ristretto individuato per le nuove costruzioni e il complesso ATC.

Il tessuto urbano dell’area del progetto Concerto AL Piano ha compreso, oltre alle aree destinate a edilizia residenziale popolare esistente, anche grandi vuoti urbani, lasciati a prato libero. La possibilità di colmare il vuoto urbano con edilizia di maggiore qualità è stata colta con tre scopi principali: eliminare l’evidente senso di incompiutezza dell’area lasciato dai vuoti, differenziare l’utenza dell’area di Concerto con edilizia residenziale di maggiore qualità, arricchire la città di nuove tipologie architettoniche a elevata sostenibilità energetica, quale esempio di un innovativo slancio della comunità e delle istituzioni.

A tale scopo l’area denominata NEW, comprendente 104 alloggi residenziali e una residenza per anziani di 53 alloggi di proprietà dell’ATC di Alessandria, ha rappresentato un interessante caso studio sia per l’utenza sia per la committenza. Essa consta di un complesso denominato “NEW ecovillage” costituito da due tipologie: la casa d’angolo, edificio residenziale a torre di 24 alloggi e le “Case Microclimatiche”, 4 blocchi edilizi ognuno di 20 alloggi.

Tutti gli edifici sono caratterizzati da una buona efficienza termica d’involucro, da impianti a elevata efficienza e dall’uso di fonti rinnovabili per l’energia elettrica e per l’energia termica. Le caratteristiche tecnologiche degli edifici, sia in termini d’involucro sia in termini impiantistici, hanno segnato, soprattutto nei primi anni del progetto, una sfida per i progettisti, i quali per la prima volta hanno perseguito obiettivi di sostenibilità energetica e ambientali più ambiziosi di quelli raggiunti dalla pratica corrente.

Le “Case Microclimatiche” si basano sulla soluzione tecnologica ad atrio: due blocchi di edifici sono collegati da un sistema tecnologico trasparente, con lo scopo di creare un meso-clima nella stagione invernale. In estate, le grandi aperture a livello del terreno e della copertura sono in grado di garantire un ombreggiamento adeguato e una ventilazione naturale. L’interno dell’atrio è dotato di essenze vegetali e arbusti per creare un “giardino d’inverno”.

L’obiettivo perseguito, nella fase progettuale, è stato quello di ridurre il consumo di energia per il riscaldamento degli ambienti dei nuovi edifici ecologici del 45% rispetto ai limiti espressi nelle norme italiane del 2006 (principalmente D.L. 19/08/2005 n. 192 e D.L. 29/12/2006 n. 311). La dotazione tecnologica del NEW ecovillage ha previsto un isolamento di 14 cm in fibra di cellulosa riciclata, su pareti a elevate prestazionitermoresistenti, serramenti efficienti con tripli vetri basso emissivi, sistemi di ventilazione meccanica con recupero del calore, 50 kW di fotovoltaico policristallino e impianto di collettori solari a tubi sottovuoto per la copertura del 60% del fabbisogno di acqua calda sanitaria.

La “Casa Anziani”, costituita da due blocchi di alloggi, è dotata di un involucro a elevate prestazioni termo-igrometriche, essendo costituito da blocchi in legno-cemento isolati con grafite e serramenti basso emissivi. La dotazione impiantistica prevede altresì 2,4 kW di fotovoltaico e 117 m2 di solare termico per la copertura del 62% del fabbisogno di acqua calda sanitaria. L’area di nuova edificazione, sia in qualità di elemento innovatore d’area, sia in qualità di portatrice di una nuova “mixitè sociale”, concorre, unitamente alla rigenerazione delle palazzine di residenza sociale, a porre l’intera area sotto una luce nuova, capace di tonificare il grigio dell’anonimato periferico e di stimolare un più vigoroso senso di appartenenza al quartiere.

Re-new

Vista la peculiarità del progetto di voler incidere sul tessuto urbano esistente, è di particolare interesse lo studio delle effettive possibilità di diminuzione dei fabbisogni energetici del patrimonio edilizio coinvolto in RE-NEW, dato l’alto grado di replicabilità degli interventi e il peso dei consumi energetici del settore residenziale sul bilancio energetico comunale.

L’insediamento ATC di RE-NEW è costituito da undici palazzine edificate in due momenti differenti: il gruppo a nord è stato ultimato nel 1971 mentre quello più a sud nel 1978. La tipologia è tuttavia identica: si individua facilmente un modulo con due appartamenti per piano e corpo scale con posizione centrale. L’involucro edilizio dei due gruppi presenta le medesime stratigrafie, a eccezione degli infissi con vetro doppio e di uno strato isolante in fibre minerali nelle chiusure esterne verticali delle palazzine del 1978. Gli edifici ATC sono un campione edilizio significativo per una tipologia edilizia a cui si può attribuire circa il 6% della superficie abitativa urbana. All’interno delle attività di ricerca che hanno accompagnato le fasi di progettazione e realizzazione degli interventi sono stati valutati i principali risultati in termini di costi e benefici. Gli interventi considerati sono:

  • coibentazione delle chiusure verticali opache esterne con isolamento a cappotto. Sono stati utilizzati pannelli in fibra di legno dello spessore di 8 cm, direttamente tassellati alla facciata preesistente;
  • coibentazione del solaio confinante con il sottotetto non abitato;
  • sostituzione degli infissi esistenti, costituiti da telaio in metallo senza taglio termico e vetro singolo o doppio, con infissi a prestazione migliorata;
  • trasformazione delle logge esistenti in serre solari ad accumulo.

Retrofit

Con l’azione RETROFIT, 48.000 m2 di superficie abitativa del patrimonio edilizio circostante l’area del nuovo edificato e delle palazzine ATC sono stati riqualificati coninterventi minimi finalizzati al risparmio energetico, supportando i proprietari anche nella diagnosi energetica. Scopo principale è stato promuovere innescato attraverso un Bando Pubblico rivolto ai privati cittadini intenzionati a intervenire su immobili di loro proprietà.

Oltre all’importante obiettivo iniziale di ottenere un intero comparto residenziale a “energia fossile zero” (interventi NEW e RE-NEW), un aspetto di grande interesse è l’innovazione di processo proposta. Infatti, la riqualificazione di un’area così complessa, per motivi legati sia alla morfologia urbana (scarsa accessibilità, integrazione di servizi, presenza di aree in disuso), sia al degrado e al conseguente abbandono da parte degli abitanti, è stato possibile solo grazie all’affermazione di unapartnership pubblico-privato che ha saputo includere anche il mondo della ricerca. Altro aspetto importante è la chiara strategia energetica perseguita:

  • per le nuove costruzioni sono state adottate prestazioni energetiche superiori rispetto allo standard, oltre alla sperimentazione di tecnologie solari e passive come l’atriomicroclimatico, in grado di migliorare ulteriormente il bilancio termico invernale;
  • l’intervento delle fonti rinnovabili, attraverso le installazioni di solare termico, solare fotovoltaico e la centrale di tri-generazione a biomassa, avviene soltanto dopo l’extracoibentazione dell’involucro edilizio, in grado di abbattere di circa il 40% il fabbisogno energetico delle palazzine ATC.

I risultati

All’interno del gruppo di ricerca del Politecnico di Torino, parte integrante della partnership che guida Concerto AL Piano, sono stati valutati i risultati ottenibili in termini di risparmio energetico e diminuzione delle emissioni di CO2. Il monitoraggio e l’elaborazione dei principali indicatori energetici, oltre a essere una specifica richiesta del progetto europeo, è di estremo interesse per l’attività della Città nella redazione del Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile (allegato al Patto dei Sindaci), perché fornisce informazioni, altrimenti di difficile reperimento, su un campione significativo di edilizia residenziale privata.

La raccolta dei dati circa le prestazioni energetiche per il riscaldamento invernale, per l’acqua calda sanitaria, per la cottura cibi e usi elettrici obbligati permette di ricavare il bilancio dei consumi energetici suddivisi per le diverse fonti (è importante sottolineare che i consumi per il riscaldamento sono calcolati con riferimento ai gradi giorno standard della località, pari a 2.559). Conoscendo il consumo finale di energia per ciascun combustibile e per l’energia elettrica dalla rete nazionale e associando specifici coefficienti di conversione espressi in ton/MWh, è possibile ricavare le relative emissioni di CO2.

Il progetto di rigenerazione urbana Concerto AL Piano è stato sottoposto a fasi di monitoraggio biennali, al fine di valutare i risultati raggiunti, confrontandoli con i risultati attesi e con le simulazioni effettuate dal team di ricerca del Politecnico di Torino. I monitoraggi sono stati di lunga durata relativamente al complesso ATC, per il quale è stata anche approntata una campagna di monitoraggio sperimentale di un appartamento in merito al comfort indoor (temperatura, umidità e illuminamento). Il monitoraggio biennale ha valutato i benefici apportati dagli interventi di retrofit sull’involucro, e non della sostituzione degli impianti termici e dell’allaccio alla rete di teleriscaldamento di quartiere.

I risultati ottenuti sono in linea con le attese, soprattutto in considerazione di un sistema di regolazione e di generazione a bassa efficienza. I risultati dei monitoraggi ci indicano una riduzione dei consumi del 27%, dovuto alle sole misure di miglioramento prestazionale d’involucro. Allorché, in funzione dei dati di consumo, si effettua una simulazione che metta a confronto i consumi prima del progetto con i consumi di energia primaria a progetto completato, compreso di rete di teleriscaldamento alimentata da una centrale di cogenerazione a metano, si riscontraun risparmio del 34% di energia primaria, relativa sia all’energia elettrica che a quella termica.

In aggiunta a tali misure, infine, il progetto prevede di migliorare i sistemi di regolazione dell’impianto termico, a oggi vecchi e mal distribuiti, provocando discomfort termico in alcuni vani, ora sovra alimentati. In tal modo il risparmio di energia primaria ottenuto si attesterebbe intorno al 40% rispetto al valore prima degli interventi di retrofit. I risultati attesi, in termini di consumi di energia termica degli edifici di nuova costruzione, sono stati ottenuti attraverso simulazioni energetiche condotte dal Politecnico di Torino e indicano una riduzione media del 43% dei consumi di energia termica per riscaldamento invernale e per l’acqua calda sanitaria rispetto ai limiti individuati dai regolamenti nazionali e regionali al 2009. Ancor più prestazionali sono gli edificidella Casa per Anziani dell’ATC di Alessandria i cui consumi finali di energia attesi sono inferiori del 56%, rispetto ai limiti imposti dalle normative nazionali e regionali.

Modello d’intervento

Concerto AL Piano delinea un modello di riqualificazione urbana fortemente incentrato sulla sostenibilità energetica. Per la sua dimensione e scala di intervento può essere facilmente riproposto in corrispondenza dei numerosi altri complessi di edilizia sociale che occupano i margini urbani e si trovano in condizioni di degrado e disconnessione con l’ambiente costruito circostante. Tra gli aspetti emersi dal progetto dimostrativo, che potrebbero essere ripresi in interventi di pari entità, abbiamo:

  • il mix tra nuova costruzione, riqualificazione dell’esistente e dotazione di servizio di quartiere. I nuovi edifici devono ambire a standard energetici superiori e collocarsi prevalentemente nei “vuoti” urbani, in modo da rimarginare il tessuto e dare continuità ai percorsi;
  • la riduzione sostanziale del fabbisogno energetico dell’esistente con interventi “spinti” di contenimento dei consumi energetici sugli involucri edilizi. L’esperienza ha messo inoltre in risalto l’importanza di calibrare gli interventi di rinnovamento degli involucri tenendo presente che, per questioni di convenienza economica, il retrofit su edifici esistenti deve raggiungere il massimo delle potenzialità di miglioramento delle prestazioni (deep renovation);
  • la dotazione di reti di teleriscaldamento di quartiere. Particolare attenzione deve essere posta nella progettazione architettonica della centrale, che deve essere integrata nell’ambiente urbano. Di particolare efficacia è la soluzione proposta, ma non realizzata, in Concerto AL Piano, in cui gli ambienti tecnici si collocano in uno spazio semi-interrato con pareti e copertura verdi, in continuità con lo spazio pubblico in cui è collocata;
  • l’importanza del training, sfruttando l’intervento dimostrativo come occasione di formazione degli stessi attori sociali coinvolti. Concerto AL Piano è stato proposto come cantiere studio agli studenti delle facoltà di Architettura del Politecnico di Torino, permettendo loro di entrare in diretto contatto con la realtà dei piani di rigenerazione urbana improntati alla sostenibilità energetica.

La combinazione delle soluzioni proposte nel Progetto Dimostrativo permette di aspirare, come dimostrato, a obiettivi ambiziosi di sostenibilità energetica, in linea con quelli che le città devono assumere nei Piani d’Azione per l’Energia Sostenibile (PAES). 

Fonte: Qualenergia.it